Storia della città – Kruja
Storia della città di Kruja
Kruja, l’antica capitale albanese, a soli 32 km da Tirana, è la città simbolo della resistenza anti- ottomana, nonché città dell’eroe nazionale Scanderbeg. La storia della città di Kruja è molto ricca.
La cittadella geograficamente fa parte dell’Albania centrale e si estende pittoresca, grazie alla folta macchia che riveste i rilievi circostanti, ai piedi del versante ovest del monte omonimo che sovrasta la sottostante pianura . Si trova posta come intermezzo tra l’Adriatico e le montagne offrendo un panorama spettacolare.
E’ immediato scorgere, mentre si intraprende la strada verso Kruja, il pittoresco mosaico naturale che offre l’intreccio di rilievi montuosi, collinari e campestri, in cui si distinguono i boschi di quercia e di pino.
Sfortunatamente la mano nera del globalismo non ha esitato a sfidare la generosità della natura, rovinando l’idillico paesaggio con le profonde cave per l’estrazione della pietra calcarea.
Ancor prima di giungere a Kruja, non va dimenticato un colle bianco nel villaggio di Zgerdhesh*(1). Questo colle, nonostante la sua semplice apparenza, ospitava un antico insediamento illirico. Era abitato dagli albanesi, da cui, secondo le fonti principali (ma con alcune riserve al riguardo), deriva anche il nome “albanesi”. Tale nome è quello con cui gli albanesi vengono conosciuti in tutto il mondo. Le prime testimonianze di Albanopolis e degli albani risalgono al II sec. a.C. citati da Tolomeo come un’ importante tribù illirica.
L’antica città si estendeva all’incirca su una superficie di dieci ettari su una collina circondata da mura difensive. Sulla parte superiore della collina c’era l’acropoli difesa a sua volta da alte mura con torri.
L’età d’oro di questa tribù risale al III sec. a.C.
Si ritiene che il nome Kruja derivi dal termine krua,*(2) cioè sorgente, numerosissime in tutta la città. Sono caratterizzate oltre che per l’acqua fresca che scende dai monti, anche per l’ombra creata dalle querce secolari.
Storicamente Kruja ha sempre avuto un ruolo centrale anche grazie alla sua posizione geografica in quanto punto d’incontro delle vie che collegavano il nord, il sud, l’ovest e l’est, cosa che ha permesso lo sviluppo del commercio attribuendo alla città anche un ruolo dominante su tutti i territori limitrofi.
In base alle scoperte archeologiche nella zona (Sesere)*(3), le prime tracce urbane risalgono al III sec. a.C.
La continuità della vita e dello sviluppo economico-sociale nel primo medioevo ci viene testimoniato dai ritrovamenti nel cimitero e nella zona della fortezza, tra cui oggetti di decorazione, vari contenitori e oggetti di terracotta.
Nei documenti storici troviamo nominata Kruja e la sua fortezza per la prima volta nelle Notitiae Episcopatum del X sec. a.C. Si trova anche in altri documenti ecclesiastici bizantini.
Tra i secoli XII e XIII faceva parte del Principato d’Arberia e conobbe il maggior sviluppo ai tempi del principe Dhimiter.
Nel 1338 passò sotto il controllo di Tanush Topia e in seguito raggiunse il suo periodo più florido sotto Karl Topia denominato “Signore di tutte le terre d’Arberia” con Kruja come centro più importante.
Nel 1437-1438 Kruja passò sotto il vessillo dei Kastrioti. L’eroe nazionale Gjergj Kastrioti o Scanderbeg abbandonò la Turchia e tornò in patria proclamandosi signore di Kruja il 28 novembre del 1443. Nella Storia della città di Kruja ebbe così inizio la resistenza la resistenza albanese contro gli ottomani.
Infatti nel XV secolo, sotto la guida di Scanderbeg, Kruja attirò l’attenzione di tutta l’Europa. Con la sua resistenza sorgeva da barriera difensiva e impediva l’accesso degli ottomani al resto d’Europa, difendendo così il Cristianesimo per ben 25 anni dal terrore ottomano.
Gli eserciti ottomani la circondarono tre volte guidati da grandi strateghi e persino dagli stessi sultani tra cui Murad II e Mehmet II. Tuttavia non riuscirono a sottometterla.