Città di Saranda
A pochi chilometri dal confine con la Grecia, abbracciata da una splendida baia sul mare, si affaccia la ridente città di Saranda. In italiano è conosciuta anche con il nome di Santi Quaranta, in riferimento al vicino Monastero bizantino dedicato ai Quaranta Martiri di Sebaste.
Grazie alla sua posizione, Saranda offre una splendida vista dell’isola di Corfù, dalla quale dista poco meno di 15 km.
La popolazione di Saranda è di circa 41.000 abitanti. Essa è composta in misura quasi uguale da albanesi autoctoni e da rifugiati çam, albanesi esuli dalla Grecia tra il 1912 e il 1946 per sfuggire alle persecuzioni.
La città di Saranda ha un clima mediterraneo, con inverni miti e estati calde ma piacevoli. La posizione nella baia garantisce una brezza costante dalle colline circostanti.
Oggi Saranda è un eccellente centro balneare, che ha conosciuto un boom di turisti stranieri, soprattutto italiani, a partire dagli ultimi 5-6 anni. Le aumentate esigenze di accoglienza turistica hanno portato ad un incremento esponenziale delle costruzioni di hotel e appartamenti vacanze, che, in parte, hanno alterato il profilo naturalistico della città.
Conosciuta nell’antichità col nome di Onchesmus, era uno dei più importanti porti dell’Epiro, grazie ai quali erano floridi i rapporti commerciali con la vicina Italia.
Secondo gli scritti di Dionigi di Alicarnasso, il suo nome reale era Porto di Anchise, dal nome dell’eroe greco, padre di Enea. Durante l’Impero Bizantino, il nome si stabilizzò in Anchiasmus. Pochi sono gli scritti documentali che possono permettere di ricostruire la storia antica della città.
Si presume che i barbari Ostrogoti abbiano raso al suolo la città intorno al 550 a.C., decretandone il definitivo abbandono. Il nome Anchiasmus è praticamente introvabile. Per secoli, le mappe toponomastiche hanno assimilato il luogo al nome della vicina Basilica ortodossa di Agioi Saranta, costruita intorno al 6° secolo a.C., che divenne meta di importanti pellegrinaggi.
Durante il periodo della dominazione ottomana, Saranda era semplicemente un villaggio del quale si sfruttava il vicino porto a scopi commerciali, ma non aveva assolutamente identità amministrativa.
Saranno gli italiani a dargliela tra il 1916 e il 1920, quando la occuperanno come parte del Protettorato italiano in sud-.Albania. Nel periodo a cavallo delle due guerre, gli italiani faranno notevoli investimenti per espandere il porto, punto strategico per poter invadere la Grecia.
Finita la guerra, dopo una piccola parentesi di occupazione da parte di truppe inglesi, Saranda cadrà sotto le forze comuniste. Le autorità sposteranno una parte dei musulmani presenti nel nord Albania a Saranda, facendoli unire alla già presente comunità cristiana.